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Per mare. Approdi e naufragi

08 agosto 2019

Per mare. Approdi e naufragi

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.
Erri de Luca

Da giovedì 8 agosto 2019 al Castello Svevo di Bari sarà visitabile l’esposizione Per mare. Approdi e naufragi con due opere, rispettivamente di Duli Caja e Nicola Genco.
A ventotto anni dall’approdo della nave Vlora nel porto di Bari, il Polo Museale della Puglia intende ricordare gli sbarchi degli oltre ventimila albanesi in fuga dal proprio Paese e, con essi, tutti gli approdi riusciti e mancati nel nostro Paese, con l’esposizione di due opere degli artisti Duli Caja e Nicola Genco, negli spazi del Castello Svevo di Bari.

La Vlora approdò al porto di Bari l’8 agosto 1991, stupendo l’opinione pubblica per la disperazione delle migliaia di persone a bordo che fuggivano da una situazione difficile e insicura nella propria terra per trovare accoglienza sulle coste italiane e un destino migliore per grandi e piccoli. Lo stupore quella volta si tramutò in umana accoglienza per tutti e per molte di quelle persone nella possibilità di una vita operosa nel nostro Paese.

DULI CAJA – ESODO

Esodo è il titolo dell’opera di Caja, albanese di Tirana che, come tanti suoi connazionali, lascia con immensi rischi l’Albania negli anni ’90 per cercare fortuna in Italia.
Il quadro, realizzato con scampoli di tessuto colorato e composto da circa diciottomila bottoni cuciti sulla stoffa e simbolici del numero delle persone presenti sulla nave, racconta il dolore di quella disperata migrazione per mare e rimanda alle guerre fratricide nei Balcani, dalle quali si voleva fuggire, cucendo in un’unica tela i colori scuri della sofferenza e quelli chiari dell’attesa. Attesa di una reazione di solidarietà e fratellanza da parte di chi stava al di qua dell’Adriatico.

Nicola Genco, di Putignano, è autore dell’opera KIR, in ceramica e ferro, che rievoca il naufragio della Katër i Radës, nota come la tragedia del Canale d’Otranto o del Venerdì Santo, risalente al 28 marzo 1997. La nave, con centoventi profughi in fuga dall’Albania in rivolta, entrò in collisione con la corvetta Sibilla della Marina Militare Italiana nel canale d’Otranto; a seguito del tentativo di contrasto all’approdo, perirono ottantuno persone. Ottantuno piccoli uomini in ceramica ricordano i corpi dispersi per mare. La “nave” di Genco è memoria sublimata del tragico evento e, allo stesso tempo, simbolo della solidarietà e della denuncia per tutti i naufragi che continuano a perpetrarsi nei mari italiani.

La presentazione delle opere di Caja e Genco al Castello Svevo di Bari, voluta e curata da tutto il personale del Polo museale della Puglia, vuole essere l’occasione per ricordare gli eventi descritti, perché se ne rimarchi l’incisività nella vita sociale italiana, e vuole contribuire dal punto di vista culturale ed artistico alla riflessione sui valori dell’accoglienza e del rispetto dei diritti umani: valori fondanti per l’Europa e indispensabili al vivere civile.

 

Per info:
Polo Museale della Puglia
Via Pier l’Eremita 25b, Bari
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