Al Castello Svevo di Bari il Mediterraneo torna al centro: al via la mostra di Michelangelo Pistoletto e il progetto “Mediterraneo. Geografie culturali”
AL CASTELLO SVEVO DI BARI IL MEDITERRANEO TORNA AL CENTRO:
AL VIA LA MOSTRA DI MICHELANGELO PISTOLETTO E IL PROGETTO “MEDITERRANEO. GEOGRAFIE CULTURALI”
Dal 19 marzo al 24 aprile 2026 il Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia ospita la mostra “La pace preventiva: da Love Difference a Bandiera del Mondo” di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese e accoglie l’avvio del progetto “Mediterraneo. Geografie culturali”, articolato tra il Castello Svevo di Bari, Castel del Monte e Mola di Bari.
Si inaugura giovedì 19 marzo alle ore 17.30, negli spazi del Castello Svevo di Bari, la mostra di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese, curata da Fortunato D’Amico, Rosalinda Romanelli e Maria Vinella, visitabile fino al 24 aprile e inclusa nel biglietto di ingresso al Castello.
L’esposizione apre “Mediterraneo. Geografie culturali”, progetto promosso dall’Accademia di Belle Arti di Bari in collaborazione con il Politecnico di Bari e il Conservatorio “E. R. Duni” di Matera, nell’ambito del programma nazionale P+ARTS – Partnership for Artistic Research, Technology and Sustainability, con NABA capofila, e realizzato con il coinvolgimento del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia.
Grazie a questa collaborazione la Direzione regionale Musei nazionali Puglia ribadisce una vocazione ormai consolidata: rendere i luoghi del patrimonio non solo spazi di conservazione, ma contesti vivi di produzione culturale, di ricerca e di dialogo interdisciplinare.
Il Castello Svevo di Bari ospita infatti l’evento inaugurale e una parte centrale del programma, confermandosi presidio culturale capace di attivare relazioni tra istituzioni, artisti, studiosi, studenti e pubblici diversi.
In questo quadro, il dialogo tra arte contemporanea e patrimonio culturale assume un ruolo decisivo. La Puglia, in questi anni, ha mostrato con chiarezza quanto questo confronto possa essere virtuoso: basti pensare all’esperienza di Siponto, dove un intervento artistico contemporaneo ha restituito nuova leggibilità e nuova vita a un contesto archeologico. È una prospettiva che si colloca pienamente nello spirito della Convenzione di Faro, che invita a considerare il patrimonio culturale come un’eredità condivisa, continuamente reinterpretata dalle comunità e trasmessa alle generazioni future.
Il Castello Svevo di Bari, con la sua stratificazione storica e la sua posizione simbolica sul Mediterraneo, si conferma così non soltanto luogo della memoria, ma spazio attivo di produzione culturale e di confronto internazionale.
In questa cornice prende forma un progetto che guarda al Mediterraneo come sistema dinamico di relazioni, sedimentazioni storiche e trasformazioni culturali, e che mette in connessione patrimonio, ricerca artistica, formazione e pratiche performative tra il Castello Svevo di Bari e Castel del Monte.
La mostra di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese si inserisce in questa visione, proponendo una riflessione sul Mediterraneo, sulla pace e sulla responsabilità culturale dell’arte contemporanea. Il percorso espositivo, che comprende le installazioni “Bandiera del Mondo” e “Love Difference – Il tavolo del Mediterraneo”, si sviluppa come occasione di dialogo tra linguaggi artistici, patrimonio monumentale e partecipazione delle comunità studentesche coinvolte nel progetto.
Accanto alla mostra, “Mediterraneo. Geografie culturali” propone giornate di studio, attività formative, incontri con artisti e percorsi di esplorazione del patrimonio culturale pugliese.
Dopo l’inaugurazione al Castello Svevo di Bari, il programma prosegue con la lectio magistralis dello storico e scrittore Alessandro Vanoli, con momenti di confronto interdisciplinare tra arti visive, architettura, musica e nuove tecnologie e con ulteriori attività tra Castel del Monte e Mola di Bari.
L’iniziativa conferma il ruolo dei luoghi della cultura della Direzione regionale Musei nazionali Puglia come spazi capaci di leggere il presente, interrogare la contemporaneità e generare nuovi significati attraverso il rapporto tra tutela, ricerca e creazione culturale.
«Per lungo tempo abbiamo pensato il Mediterraneo come un concetto ormai storicizzato, quasi esaurito nella sua capacità di generare nuove riflessioni. E invece oggi, anche alla luce di una contemporaneità drammatica e complessa, il Mediterraneo torna con forza al centro del dibattito: non più soltanto come spazio centrale, ma come luogo simbolico delle grandi dinamiche globali. È proprio in questo contesto che il dialogo tra arte contemporanea e patrimonio culturale assume un ruolo decisivo», dichiara l’architetto Francesco Longobardi, direttore delegato del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia.
